Ingredienti


Riporto di seguito gli ingredienti dei “Double chocolate chunks cookies” della Pepperidge Farm. Sono biscotti prodotti negli USA, importati in Italia, con confezione di carta e diciture in inglese (che ho trovato online e confrontato con i frammenti visibili sul pacchetto), mentre quelle in italiano sono su un’etichetta adesiva che copre parzialmente quelle in inglese. Ci trovate qualcosa di strano?

Ingredienti:cioccolato (zucchero, cacao, burro di cacao, destrosio, emulsionante: lecitina di soia, estratto di vaniglia), farina di grano tenero tipo 0, zucchero, burro, olio vegetale, uova, zucchero di canna, agenti lievitanti: carbonato acido di sodio, carbonato acido d’ammonio, acido tartarico, sale, aromi, colorante: caramello.

Ingredients: Semi-Sweet Chocolate (Sugar, Chocolate Liquor, Cocoa Butter, Dextrose, Soy Lecithin Added as an Emulsifier, Vanilla Extract), Unbleached Enriched Wheat Flour [Flour, Niacin, Reduced Iron, Thiamin Mononitrate (Vitamin B1), Riboflavin (Vitamin B2), Folic Acid], Sugar, Vegetable Oils (Palm and/or Interesterified and Hydrogenated Soybean, and/or Hydrogenated Cottonseed), Butter (Milk), Whole Eggs, Brown Sugar, Contains 2 Percent or Less of: Leavening (Baking Soda,
Ammonium Bicarbonate, Cream of Tartar), Butter Oil, Salt, Natural Flavor and Caramel Color.

Io non capisco la farina. In Italia si dà una farina di grano tenero tipo 0, negli USA una farina non sbiancata e arricchita di ferro, vitamine B1, B2, B3 e B9. Lasciando da parte il fatto che non sia sbiancata, che è comunque un miglioramento della qualità della farina per la non applicazione di un processo chimico, la perplessità viene dall’arricchimento della farina con ferro e vitamine. Qui i casi sono:

  1. Il prodotto USA e quello italiano sono diversi: per l’Italia si usa una farina normalissima, mentre negli USA quella arricchita. In qualche modo sono scettico su questo caso: se hanno le risorse per dedicare una linea all’Italia, le hanno anche per fare una confezione ad hoc.
  2. I prodotti sono identici e l’etichetta italiana è sbagliata. Scettico anche su questa: l’importatore quello ha da fare e far bene, e se mi sono accorto io dell’errore ci può arrivare chiunque. Se non viene corretta probabilmente vuol dire che è giusta.
  3. I prodotti sono identici e la dicitura inglese è sbagliata. Inverosimile anche questa, visto che la confezione è quella originale americana.
  4. I prodotti sono identici e le diciture sono legalmente equivalenti. Nel senso che in Italia forse non è necessario specificare se la farina è “naturale” o in qualche modo arricchita. Non sono riuscito a trovare informazioni a proposito. Questo caso è effettivamente quello che mi preoccupa di più. Non tanto per i biscotti americani ma perché se da noi basta dire “farina” anche se dentro ci si infilano additivi o a se la si sottopone a processi chimici, la trasparenza non è proprio massima e la possibilità di scelta del consumatore è compromessa. Chissà, se le cose stanno così, quanti additivi introduciamo quando mangiamo prodotti industriali contenenti “farina”, e chissà quandi ne introduciamo in prodotti che contengono altri ingredienti con la stessa legislazione approssimativa…

Se qualcuno ha idea di come possano stare le cose, può commentare per favore? Grazie.

2 commenti

  1. E’ più che plausibile un errore dell’importatore o produttore nel tradurre gli ingredienti. La legge italiana non consente di non indicare gli additivi (anche se vitamine), inoltre la farina di grano tenero di tipo 0, per la legge italiana è il prodotto della macinatura del grano, dopo setacciatura, senza altre aggiunte, vedi link sotto.

    http://www.ispettorisanitari.it/AREA_PROFESSIONALE/Sunto%20Vigilanza%20daquino/1872001.htm

    1. Grazie Buccio!

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