Cortina (fumogena)


Chi ha lavorato anche solo un quarto d’ora nella scuola sa che circolano, tra i docenti e i non docenti, dei personaggi che non si capisce bene perché circolino. Per incapacità, per poca volontà, per menefreghismo, per qualunque motivo. E d’altra parte, per poco che io conosca il mondo del lavoro nel privato, so che ci si può imbattere in simili personaggi, più o meno ben nascosti, anche nelle nostre aziende, grandi o piccole.

Diventa difficile colpire la loro inefficienza perché questa è molto meno dimostrabile di qualunque minorità di cui il personaggio in questione fa parte, di almeno una per certo: lievemente acufenico, orfano di guerra, prozia con la 104, nonno noto esponente di un partito avverso a quello del capo, eccetera. Per cui ogni azione a tutela degli utenti/dell’azienda può essere vista come una persecuzione nei confronti della categoria a cui il perseguitato fa riferimento. E i sindacati talvolta, invece di verificare e di sentire tutte le campane del campanile, si limitano a credere sulla parola al perseguitato.

E’ un diversivo, una cortina fumogena che l’inadempiente mette in opera per spostare il fuoco dell’obiettivo dalla propria inadeguatezza a un supposto pregiudizio altrui. Una cortina usata spesso anche in politica, ad esempio bollando come comunista chiunque critichi il governo, o come antiitaliano chi metta in evidenza le difficoltà che il Paese reale affronta.

E in effetti non stupisce che chi per anni ha adottato questi espedienti retorici per cercare di mettere a tacere le opposizioni, senza peraltro sfoderare l’ombra di un argomento pertinente, si producano oggi in commenti esilaranti sulle recenti performance della GdF a Cortina (con la C maiuscola, questa volta).

La minorità da rispettare, questa volta, è quella dei ricchi. Poveri ricchi, così colpevolizzati, colpiti da un uso ideologico del controllo fiscale. Il dovere non rispettato, palesemente, visti i risultati dei controlli, è quello di pagare le tasse. Forse un dovere minore, visto che in tanti di quelli che evocherebbero ispezioni e punizioni esemplari per un insegnante di un loro figlio, docente colpevole di leggere il giornale invece di fare quel che deve in classe, poi mi paiono un po’ meno drastici sul rigore per l’evasore, che sottrae risorse per pagare gli insegnanti, quelli fannulloni ma anche quelli bravi.

Quei Cicchitto, Santanché, Gelmini che dovrebbero, dal canto loro, spiegare come mai i controlli messi in atto in un mese dal governo Monti e che hanno fatto miracolosamente lievitare il fatturato degli esercizi dell’amena località dolomitica non hanno mai ottenuto questi risultati sotto il governo da loro sostenuto o di cui addirittura hanno fatto parte.

Eh, lo so che gli evasori votano e che persino i loro voti possono far comodo quando si è alle strette. Ma il cambio di passo che serve alla politica italiana, per liberarci anche dei tecnici e tornare (?) ad avere una democrazia degna di tale nome, è, secondo me, insieme un cambio di orizzonte temporale e un cambio di orizzonte etico. Temporale: i valori da sostenere non li decide il successo che questi possono dare alle prossime elezioni; etico: non c’è bisogno di inventare morali o moralismi di diverso segno, c’è la legge che difende diritti e precisa doveri, basta attenersi a quella. Basta cioè dire che l’evasione è un furto, l’evasore è un ladro e così come invochiamo più sicurezza nelle nostre città contro le rapine a mano armata, dobbiamo richiedere maggiori difese contro la perpetua rapina ai danni di quasi sessanta milioni di concittadini da parte dei soliti, noti o ignoti che siano.

Da Cicchitto mi sarei aspettato un po’ più di intelligenza e un po’ meno fretta nel parlare. Ma è un bene che abbiano rilasciato le loro dichiarazioni, come è un bene che si sappiano le cifre dell’evasione, cosa dichiarano quelli che vanno in giro col Maserati e come cambia la dichiarazione quando ci sono i controlli. Quando si andrà a votare i tanti italiani che avranno davvero stretto la cinghia, e l’avranno stretta molto più di quanto sarebbe necessario se negli ultimi anni il sistema di controllo fiscale fosse stato usato, si ricorderanno dei poveri ricchi, di chi li rappresenta e delle cortine fumogene d’Ampezzo.

PS: e sarebbe bello poter anche trovare lavori socialmente utili su cui dirottare i personaggi senza perché circolanti nel mondo della scuola, lasciando spazio ad altri, selezionati con maggior rigore per non doverli poi riassegnare ad altro incarico.

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