Uomini e donne, al potere


Addirittura due amiche segnalano questo post di Claudio Sabelli Fioretti sulle donne al potere. La tesi: siamo delusi dalle donne al potere perché non si differenziano dagli uomini al potere, e questo perché le donne al potere sono scelte dagli uomini (al potere da sempre) sulla base della loro adesione ai modelli maschili.

La trovo una tesi coraggiosa e un’analisi intelligente. Ma sin dalla prima lettura ho avvertito qualcosa che non mi tornava fino in fondo. Pensandoci e rileggendo, le idee mi si sono un po’ chiarite. Provo un po’ ad esporle, vediamo se ci riesco e se a qualcuno dicono qualcosa di sensato.

Dall’articolo si evince che la modalità maschile di stare al potere è quella violenta, arrogante e presuntuosa, mentre alle donne dovrebbe competere un altro modo, ancora incognito perché i violenti, arroganti e presuntuosi maschi scelgono di eleggere accanto a sé solo donne violente, arroganti e presuntuose. Non so, può anche essere.

Intanto, qualche uomo non violento, non arrogante e non presuntuoso al potere io riuscirei anche a individuarlo. Non veri uomini? Non veramente al potere, burattini di qualcuno davvero violento, arrogante e presuntuoso e che sta nell’ombra? Bah.

Credo che prima di tutto occorra riflettere su questo. La lotta per conquistare e mantenere il potere, quello vero, è una lotta vera e propria. Non è adatta a chiunque, rarissimi i miti (nel senso di mitezza) che ce la fanno. Ed è una lotta che forgia un carattere già predisposto. Nell’uomo e nella donna. Chi ci arriva, al potere, chi ci rimane si è dovuto far largo, ha dovuto imparare a spintonare, sgambettare, o vederlo fare da altri per suo conto. E per una donna, lo dice il post stesso, la lotta è doppiamente dura. Non conta niente questo? Ti lascia come prima, forse solo un po’ più determinato? Non è che confondiamo la modalità violenta, arrogante e presuntuosa tipica del potere, soprattutto quando è grande, con una caratteristica maschile solo perché i maschi sono stati prevalentemente al potere finora?

Aggiungo che mi pare che in altre dimensioni della vita sociale in cui la donna non deve lottare per essere cooptata ma esercita potere, ad esempio in casa, nella vita familiare, così come capitano, purtroppo, casi in cui è l’uomo ad esercitarla, anche la donna è perfettamente in grado di usare violenza, probabilmente in forme diverse, pur senza possedere il cromosoma Y, alti livelli di testosterone o amare il calcio domenicale. Io ci andrei piano (ma può benissimo essere che, essendo io un maschietto, mi senta un po’ chiamato in causa) con l’associare agli uomini (seppure ad un ridottissimo sottinsieme, quello dei superuomini con enormi poteri) il sistema di valori: fare le guerre, evitare di promuovere la giustizia sociale, tassare i poveri, difendere i capitali dei ricchi. E’ il potere che prende potere, su uomini e donne.

Se le cose stanno così, il titolo “Le donne al potere? sono uomini” diventa “Le donne al potere? Sono al potere”.

In conclusione, sono d’accordo anch’io che i nostri uomini di potere siano cinici, guerrafondai, accaparratori. (Ma se guardiamo all’estero, dove la gente è ancora in grado di dimettersi?). Sono d’accordo anch’io che la modalità di gestione del potere che la maggior parte degli uomini è stata in grado di mettere in atto è violenta, arrogante, presuntuosa. E sono d’accordo anch’io che le donne non sono state in grado di fare molto di meglio. Il post dice che questo è perché le donne al potere sono state scelte dagli uomini tra le donne che non avrebbero mai potuto far nulla di meglio. Io sono convinto che ci sono uomini e donne che sanno far di meglio, e l’hanno fatto, grazie a risorse diverse, probabilmente, maschi e femmine; ma avanzo anche il dubbio che sia il potere stesso a corrompere chi lo assume; lo dicono anche Guccini Chisciotte e Frodo Baggins, e questo mi rassicura assai. Ma questo significa anche che, grazie al cielo, singoli uomini e donne possono imparare, insieme, un nuovo modo di concepire, accedere a, gestire il potere, dividerlo e neutralizzarlo. Senza questo percorso insieme, temo che nemmeno un cataclisma che sostituisse istantaneamente e in modo definitivo tutti gli uomini al potere con altrettante donne, significherebbe per nessuno una qualunque forma di progresso.

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3 commenti

  1. Le donne che assumono incarichi di un certo rilievo, hanno fatto un certo percorso,obbligatorio o per scelta, che le porta automaticamente ad assumere atteggiamenti autoritari, arroganti,presuntuosi.Calpestano la dignità, i diritti,la stessa vita degli “inferiori”.E’ uno spettacolo indecoroso da qualunque sesso venga.

    1. Grazie Marta. A me però non sembra che sia così automatico…

      1. Avrai capito che sono molto severa…

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