Regole


  1. C’è sempre una regola, e poi ci sei tu che decidi.
  2. Se fotografi a figura intera non tagliare i piedi.
  3. Se dormendo ti muovi molto, è meglio imbottire il muro di fianco al letto.
  4. Sugli spaghetti metti il ragù, non le polpette.
  5. Se esci da una stanza per ultimo, spegni la luce.
  6. Se escono dadi doppi tiri di nuovo.
  7. Chiedi sempre “per favore”.
  8. Attento ai fiori di lavanda, che ci son dentro le api.
  9. Quando hai finito, metti a posto.
  10. Non ti aggrappare.
  11. Se l’albergo si chiama Reina Sofia, al tassista non parlare della Princesa Juanita.
  12. Ricordati che sei grigio.
  13. Il sale si mette quando l’acqua bolle.
  14. Se scassi le palle da mane a sera, non stupirti se la gente tende ad evitarti.
  15. Alla gente non interessa. A me forse.
  16. Dipende.
  17. L’olio non deve fumare.
  18. Verifica sempre la fonte.
  19. Del tuo l’esperto sei tu. Del mio sono io.
  20. Se insisti nel riconoscerti una particolare virtù, chi ascolta sarà ansioso di coglierti in difetto.
  21. Se tardi, avvisa.
  22. Non si stira quel che non si mostra.
  23. Ascolta.
  24. Il prelavaggio non serve quasi mai.
  25. Mantieni quel che prometti, quindi prometti raramente.
  26. Ma smettila!
  27. Entri senza frecce dando la precedenza a sinistra, quando sei dentro non devi dare la precedenza a destra, esci con la freccia a destra. Attento a chi attraversa, sia entrando che uscendo.
  28. Il parmigiano va su tutto, pesce compreso, a prescindere.
  29. Se la strada è stretta, non è un buon motivo per non affiancare: è un ottimo motivo per non telefonare.
  30. Certo, la modella della pubblicità è più appagante e si capisce subito, mentre l’etichetta sul vasetto richiede qualche conoscenza di chimica e un po’ di google; ma se fai lo sforzo capisci perché mangiando dal vasetto non diventerai mai come la modella che te lo vende.
  31. Nelle email non si sente il tono della voce.
  32. All’estero non hanno il bidet: fattene una ragione.
  33. Te l’avevo detto.
  34. All’estero quel che si chiama pizza solitamente non è pizza, ma questo non vuol dire che faccia schifo.
  35. Il re muove solo un passo alla volta, in qualsiasi direzione purché muovendosi non finisca in scacco.
  36. Ci provano in tanti a consigliarti modi per risparmiare soldi, risorse del pianeta, energia, suolo: l’unico efficace è consumare meno.
  37. Il bianchetto fa male alla salute, è illegale in diverse situazioni e trasforma fogli di carta in pannelli di cartongesso di difficile gestione. Vedi tu.
  38. Il contratto non scritto tra docente e studente prevede che il secondo tenti di barare e il primo di scoprire il secondo mentre lo fa. Alla soddisfazione dello studente quando riesce nell’intento e porta a casa un risultato ingiustamente positivo è moralmente ineccepibile che corrisponda altrettanta soddisfazione del docente quando scopre l’inganno e infierisce.
  39. I ragni in casa vanno uccisi, dispiace dirlo: ucciderne due è più facile e meno doloroso che ucciderne cento.
  40. Ci sono esperienze palesemente utili, esperienze possibilmente utili ed esperienze palesemente dannose: fino ai quindici-sedici anni l’incoscienza e la trasgressione giustificano le ultime, dopo solo la stupidità.
  41. Natale, Pasqua, Capodanno: anolini in brodo.
  42. Ricordati che se esageri salta la luce.
  43. Non parlar male di nessuno in sua assenza, assolutamente mai con uno sconosciuto, e se ti viene chiesto un parere che per te è negativo su qualcuno, attieniti ai fatti.
  44. Riguarda l’ortografia, e al limite ripassala.
  45. I proverbi, gringo, i proverbi!
  46. Quando arriva un temporale gli alberi non sono proprio il posto più sicuro.
  47. Il giorno che vedi la fila davanti al bancomat, mettiti in fila anche tu.
  48. Ma ti serve davvero?
  49. Le vitamine stanno anche nella frutta e nella verdura di stagione.
  50. Ci vuole un fisico bestiale: fattelo, in qualche modo.
  51. Sì, voglio la ricevuta/fattura/scontrino.
  52. La lista si fa prima della spesa.
  53. Fingere di avere vent’anni in meno, in generale, non è un buon segno.
  54. Prenditi un’aspirina.
  55. Anche i medici (i pediatri!) e i farmacisti seguono le mode. L’importante è saperlo e adeguarti, o no, consapevolmente.
  56. Carini e coccolosi! Carini e coccolosi!
  57. Lascia perdere il navigatore e impara a leggere una cartina.
  58. Lascia perdere l’automatico e impara a scattare su “manuale”.
  59. Lascia perdere e impara.
  60. Le regole devono essere poche e chiare.
  61. Quanno ce vo’ ce vo’, ma non è che può volerci sempre sempre…
  62. Quanti ne hai visti finora con le idee chiare quanto ora sembrano chiare a te? E cosa hai pensato quando ci hanno sbattuto il muso e si è visto che le loro idee chiare non erano per nulla chiare? Ecco, appunto.
  63. Se ti dicono che le cose si fanno in un modo, e a te questo modo non sembra molto razionale, o il modo proposto è un pregiudizio sedimentato, e può anche capitare, o è a te che sfugge qualche dettaglio, e può capitare anche questo. Scommetti tu su quel che ti pare più probabile…
  64. Facciamo un numero tondo.
  65. Non esiste solo la numerazione in base dieci e ogni numero ha almeno una numerazione in cui è bello tondo. E’ la variante matematica del più noto “ogni scarrafone è bello a mamma sua”.
  66. Tondo è bello.
  67. In una gerarchia ogni membro tende a raggiungere il proprio livello di incompetenza. (Si chiama legge di Peter, non mi ricordo mai come si chiama, la metto qui solo come promemoria).
  68. Delle cose che non hai voglia di, o fai fatica a ricordare, prendi appunti, fatti dei foglietti: aiutati.
  69. Un litro e un decimetro cubo sono la stessa cosa. Un litro e un chilogrammo sono due cose diverse. Un litro di vino e una bottiglia di vino solitamente sono due cose molto diverse.
  70. Le cose pesanti cadono. Anche quelle leggere, ma fanno meno male. Di solito sui piedi cadono quelle pesanti.
  71. Il fatto che due più due faccia quattro, sempre e comunque, dà fastidio a tanti che cercano gli aspetti vaghi e poetici della matematica. Poi quattro lo puoi chiamare come ne hai voglia, anche cinque, se ti pare, ma le mele non mentono. Gli aspetti vaghi e poetici ci sono, ma due più due fa quattro e lo devi sapere per poterli apprezzare.
  72. Facciamo cifra tonda, l’ho già detto, ma certe regole valgono doppio.
  73. Le dicotomie sono utili per capire gli estremi, ma anche solitamente pessime rappresentazioni della realtà. Diffida di chi le pratica frequentemente.
  74. Nessuna pietà per mosche e zanzare. Nessuna pietà e nessun rimorso: è un dono, il dono della perfetta cattiveria. Yes we can!
  75. A tavola non si gioca.
  76. Le probabilità di vincere cifre spropositate alla lotteria sono solitamente molto esigue. Se poi uno non gioca nemmeno, diventano zero, con certezza.
  77. E per finire con un omaggio a Sorrento e dintorni (non so perché, ma mi pare giusto): il babà è una cosa seria, e anche la delizia al limone.
  78. Ogni elenco di regole è intrinsecamente incompleto, quindi chi ha letto fin qua deve contribuire con almeno una nuova regola da aggiungere all’elenco.

———————-

Aggiornamento

79. Se l’utenza è prevalentemente femminile o indecidibile, la tavoletta va lasciata abbassata. Se invece l’utenza femminile è minoritaria, questa è pregata di ricordare che l’unica cosa che interessa a quella maschile maggioritaria è di non essere cazziata per una cretinata e che abbassare la tavoletta, a meno che non sia di ghisa, non è uno sforzo immane, e quindi la tavoletta è libera e se il pubblico femminile la trova alzata amen, non casca il mondo, se l’abbassa lei (vedere commenti sotto).

80. Se hai problemi a farla in piedi (nel senso di centrare il buco), siediti. E comunque, se sporchi, pulisci (vedere commenti sotto).

81. I SUV servono solo ad aumentare l’amor proprio dei proprietari, prevalentemente di genere maschile (da un commento di C. su fb).

82. Non si mangiano insieme pane e pastasciutta (come sopra).

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8 commenti

  1. L’asse del water va rimessa giù

    1. Solo se almeno il 50% dell’utenza è femminile.

      1. no, va rimessa giù comunque per rispetto alla natura intrinseca del water.

  2. che poi, scusa, voi fate tutto in piedi??????

    1. No, assolutamente no. Se l’utenza è almeno 50%+1 maschile la tavoletta è com’è (su o giù, ai maschi non interessa, interessa solo di lasciarla così come gli va di lasciarla senza ulteriori rompimenti di balle) e a chi non va bene la sposta. Questa è, indubbiamente e assolutamente, la regola. Non ammetto ulteriori discussioni a riguardo. 🙂

  3. Mi permetto di segnalare la variante bagni pubblici condivisi con eventuale tavoletta… In quel caso essa va lasciata giù in modo che l’utenza femminile possa ricoprirla di pece per non scivolare, foderarla di carta igienica e MONTARVI SOPRA IN PIEDI (!). Per facilitare l’operazione, in alcune toilette installano un trapezio sopra la tazza.

    1. ah era un trapezio? l’avevo preso per un portarotolo particolarmente esuberante… 🙂

  4. […] 25 maggio: una lista di regole, da estendere, per […]

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