La poltrona all’angolo


Sono una poltrona. Morbida, ma non troppo. La mia seduta è un po’ curva, così come è curvo lo schienale. Entrambi sono foderati di un bel cotone scozzese crema e oltremare. Ai bordi è cucito il resto della fodera, tesa, oltremare tinta unita, che scende fino al pavimento. Questo è tutto quello che si vede, non sporge nemmeno un piedino. Sono così, voglio essere tutta d’un pezzo e tutta foderata. E morbida.

Sotto di me un pavimento pulito e lucido. Davanti a me un corridoio che corre dritto e alto, con armadi blu e tante porte. A destra e a sinistra due altri corridoi, anche loro alti, anche loro con tante porte e diversi armadi. Potreste ben dire che sono la poltrona all’angolo.

Sono qui, al mio posto, da tempo, anni credo, anche se io non misuro il tempo: misuro, scusate l’espressione, i sedersi.

Sono fortunata: i miei sedersi sono quasi sempre morbidi. Sono quasi sempre i sedersi di una mamma. Meno spesso di un papà. Spessissimo, mamme e papà, si siedono pesanti di un bimbo, e di preoccupazione. Li sento sedersi morbidi, ma appesantiti.

Stanno aspettando. Di entrare in una di queste porte, o che ne esca il loro bimbo, o che ne esca qualcun altro con cui parlare. Aspettano seduti. Morbidi e pesanti. E inquieti.

Ho piedini piccoli, anche se non si vedono, ma sono forti. Mi servono forti, per portare tutto quel peso, per bilanciare tutto il movimento che un sedersi inquieto e pesante mi scarica addosso. E allora io mi faccio un po’ più curva, nella seduta e nello schienale, più accogliente. Chissà se il mio abbraccio viene colto da queste mamme o questi papà. Probabilmente no, ma io lo faccio lo stesso.

Non posso far altro che sperare che abbiano aspettato comodi, che nient’altro si sia aggiunto alla loro inquietudine e alla loro preoccupazione. E imparo, anch’io, cosa vuol dire essere morbida, lo imparo da quelle mamme e da quei papà, dai loro sedersi, dal loro cullare, giocare, sorridere, scherzare, quando sotto l’imbottitura, come me, hanno qualcosa di legnoso e duro, chi piccolo piccolo, chi grande grande.

2 commenti

  1. raccontaci una storia, poltrona dai piedini forti e dal morbido abbraccio……

    1. Credo che ne avrebbe tante di storie da raccontare, alcune divertenti, altre molto tristi… Ma forse è meglio pensare a lei, e alla sua presenza morbida e discreta…

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