La noia


No, niente. Tranquilli. Non tirerò in ballo Vasco… no, scusate, intendevo Moravia.

Solo Baricco:

Io penso di essere cresciuto nella costante intimità con uno scenario preciso: la noia. Non ero più sfigato di altri, era per tutti così. La noia era una componente naturale del tempo che passava. Era un habitat, previsto e apprezzato. Benjamin, ancora lui: la noia è l’uccello incantato che cova l’uovo dell’esperienza. Bello. E il mondo in cui siamo cresciuti la pensava proprio così. Adesso prendete un bambino di oggi e cercate la noia, nella sua vita. Misurate la velocità con cui la sensazione di noia scatta in lui, appena gli rallentate intorno il mondo. E soprattutto: capite quanto gli sia estranea l’ipotesi che la noia covi qualcosa di diverso da una perdita di senso, di intensità. Una rinuncia all’esperienza. Lo vedete il mutante in erba? Il pesciolino con le branchie? Nel suo piccolo è già come la bicicletta: se rallenta, cade. Ha bisogno di un movimento costante per avere l’impressione di fare esperienza.

(da “I barbari”)

E ha ragione. Io me la ricordo la noia. In casa, dovermi inventare qualcosa da fare perché mia mamma stava cucinando, o pulendo, o facendo quello che normalmente faceva quando non dedicava tempo a me. E io esploravo. Perché il tampax cerebrale, la televisione, non era disponibile se non a certi orari della giornata. Mi sono passato un migliaio di volte tutte le librerie dei miei, ho scoperto mondi fatti di anatomie animali, di chimica e farmacologia, di meraviglie e misteri della natura, ho letto poemi, ho visitato musei, mi sono perso in dizionari ed enciclopedie. Ho ascoltato le centinaia di vinili di musica classica (dalla lirica sono per lo più stato alla larga, con alcune significative eccezioni) dei miei, tanto che per la cresima mi è parso naturale, potendo scegliere un regalo, chiedere piastra, amplificatore e casse per poter iniziare la mia collezione di “musicassette”.

La noia l’ho avvertita. E ho trovato rimedi, e i rimedi, guarda caso, da rimedi contro la noia sono diventati passioni, vitamine per la vita. Ma le ho scoperte io.

E’ però una riflessione insolita, che non avevo mai sentito, né mi era capitato mai di fare. Perché ero abituato a pensare alla noia come qualcosa da disintegrare davanti ai piedi dei piccoli con tutte le armi di cui genitori, educatori, insegnanti, eccetera, dispongono.

Ma perché? Che male può fare la noia?

Forse nessuno. Forse, davvero, dobbiamo tutti aiutarli ad andare sempre più piano, i nostri piccoli, come facevamo noi in bicicletta sfidando la gravità, praticamente fermi e muovendo solo il manubrio, le spalle e il sedere, per rimanere in equilibrio senza appoggiare i piedi. Che è una cosa che non possiamo insegnar loro, non ci sono rotelline che tengano: devono riuscirci da soli.

Certo, se l’alternativa è la televisione, è meglio riempirli di sport, corsi, attività, dove, almeno, il protagonismo è loro. Il problema è che cosa si può trovare in casa per dribblare la noia.

Che stimoli lasciamo abitare nelle nostre dimore? Quello è il vero dramma, temo.

2 commenti

  1. Che bella l’immagine della bicicletta: molto calzante e anche molto suggestiva!

    Forse i genitori fanno fatica a lasciar sperimentare la noia per il timore di quello spazio di possibilità incontrollato che si viene a creare. Forse è un po’ come quando si parla di qualsiasi cosa per non lasciar cadere il silenzio, perchè abbiamo paura che l’altro possa dire qualcosa a cui non sappiamo rispondere. O perchè abbiamo paura di cosa può accadere di sentire quando si sta in silenzio….

    Poi c’è quell’altra cosa che dici: cosa abbiamo nelle nostre case per dribblare la noia? Io avevo una zia che quando noi nipoti non sapevamo cosa fare ci dava un cassetto in cui frugare. Aveva un numero pazzesco di cassetti e dentro ci si potevano trovare le cose più increbibili. Il tuo post mi ha fatto pensare ai miei cassetti e mi sono parsi così scarni, prevedibili e ‘noiosi’!

    Un saluto, Prishilla

    1. Io credo che un cassetto, una libreria, le galline di una mia amica, alla fine sono possibilità di esplorazione di un mondo sconosciuto. Certo, dopo un paio di volte magari ti stanchi, ma rimane quel momento di scoperta, di intreccio di esperienze altrui con le tue, il gioco della fantasia e della curiosità che, secondo me, ti fanno quasi aver voglia di annoiarti, se alla noia succede questo. No?

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