Noir a Barcellona


Ho comprato ieri un romanzo noir di una serie che esce con Repubblica. D’estate mi piace non perdere troppo tempo a scegliere, e ho visto che le selezioni di Repubblica di solito incontrano i miei gusti, quindi…

Oggi lo apro e leggo:

La prima accoglienza fu uno schiaffo di calore, umido, adesivo. La seconda non ci fu affatto. Nessuno era venuto ad aspettarmi all’aeroporto di El Prat. Nessuno era stato avvisato del mio arrivo. Questo può bastare per spiegare il deserto umano che mi trovai di fronte. Eppure, contro ogni logica, rimane sempre la speranza che all’arrivo una piccola delegazione agiti un cartello col tuo nome e si lanci ad abbracciarti in segno di amicizia.

Bisogna che contestualizzi, altrimenti non si capisce che c’è di particolare in queste righe di Alicia Giménez-Bartlett.

Quando ho estratto il libro dal bagaglio a mano e ho scoperto questo incipit, mi trovavo seduto al gate 18 di Linate, in attesa di imbarcarmi per Barcellona. El Prat, per l’appunto.

Viaggio di lavoro, da solo. All’aeroporto ad attendermi: nessuno. Temperatura attesa: da schiaffo di calore.

Avevo già letto un romanzo della stessa scrittrice e ricordavo che la sua Petra Delicado opera nella capitale catalana. Oltretutto, in copertina campeggia una stilizzata ma riconoscibilissima facciata della Sagrada Familia.

E però, cari miei, mi sono trovato a disagio. Non è che sono finito in un noir, a mia insaputa? Ve lo saprò dire nei prossimi giorni.

Per ora ho resistito e non ho commesso una strage. Nel piccolissimo (altro che “nuovissimo”, come vantava il comandante) aereo, mi sono trovato circondato da una comitiva di buzzurri diciottenni siculi. Cinque, sei, non so, sembravano cento. Hanno iniziato al decollo a gridare “suca” a destra e a manca, a mimare conati di vomito sempre più convincenti e sintomo di malanni terribili e non certo di un ordinario mal d’aria, a picchiarsi amichevolmente e violentemente. Nell’imbarazzo diffuso dei passeggeri delle cinque o sei file avanti e dietro di loro, specialmente di quelli di lingua italiana.

Ma perché, mi domando, perché l’adolescente italiano maschio in gruppo di pari si produce, da sobrio, immancabilmente in comportamenti che potrebbero trovare analogo solo in un appartenente a gruppi analoghi inglesi o olandesi, ma con quantità spropositate di birra in corpo?

La strage stavo per farla non sull’aereo: il mio noir mi aveva assorbito a tal punto da farmi perdere, salvo qualche conato particolarmente prolungato, il contatto con il resto del mondo (complice anche una tappatina d’orecchi che l’aeromobile piuttosto saltellante mi ha regalato – notare che me la sono cavata con un participio presente, perché le comunicazioni interfono dell’equipaggio mi hanno completamente stordito circa il genere del sostantivo “aeromobile”). No, stavo davvero per lasciar partire i cavalli al nastro dei bagagli, intorno al quale il gruppo, che speravo essersi perso negli stagni del Llobregat, si è miracolosamente materializzato per ricominciare l’esemplificazione dell’italica civiltà. Davanti al mio piccolo e morbido trolley sul nastro viaggiava una di quelle fantastiche valigie durissime e dall’aspetto estremamente pesante. Mi sono reso conto di averne in mano la maniglia, mentre il mio vicino di nastro mi guardava sorpreso, come per chiedermi: ora me la dai, o hai intenzione di scagliargliela contro? Ho chiesto scusa e gliel’ho appoggiata lì, ai suoi piedi, mortificato più perché aveva evidentemente letto la mia vera intenzione che per essermi involontariamente impossessato di un bene altrui.

Il contrappasso è stato dovermi subire i vomitanti per un altro giro del mio bagaglio, che nel frattempo se n’era passato senza dir niente.

Di altre occasioni di omicidi o robe del genere non ne ho in effetti avute, la qual cosa mi lascia ben sperare. Vediamo stasera a cena, come va. Spero di non trovarmi di fianco altri gruppi di adolescenti italiani in vacanza, però. Tutto dipende da questo.

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2 commenti

  1. Barbara · · Rispondi

    Hai sempre Schifosamente ragione!!! Sei sempre orrendamente preciso nelle tue descrizioni…mi sembra di vederla la banda di barbari sull’aereo!! Io sto con Montalbano ormai da 1 mese tu stai con la Delicado e Garzon per la tua vacanza!!! Ad ognuno il suo!!!! COsa ci fai in Spagna da solo??? Cmq molto carini i gialli della Bartlet, adesso ti manca Vargas e poi diventi praticamente perfetto. Come Mary. Poppins!!! Scivi scrivi così io leggoo!!

  2. […] nel paradiso, di Alicia Giménez-Bartlett. Ho già scritto che avevo iniziato a leggerlo, ma ci sono anche arrivato in fondo. Con piacere. Certo, è altra […]

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