C’è metro e metro


Anche se la storia del metro, inteso come strumento e unità di misura, è molto interessante (per questo vi rimando a “Il metro del mondo”, di Denis Guedj, Longanesi), non è di questo che voglio scrivere stasera.

Recentemente ho viaggiato sulle ferrovie sotterranee di due grandi città: Londra e Barcellona. Non parlo delle nostrane, perché da tempo non le frequento. Ma chi le conosce meglio, può sicuramente istituire qualche istruttivo paragone.

In comune questi treni hanno l’estrema comodità per gli spostamenti urbani, l’essere ampiamente utilizzati, e quindi spesso affollati, ma anche il fatto di essere comunque mezzi moderni ed efficienti, affidabili e puntuali. Le differenze sono però interessanti, e voglio qui scrivere la mia impressione a proposito.

Nella metropolitana di Barcellona, prima di tutto, ci si può guardare intorno. Lo fanno un po’ tutti e nessuno si mostra infastidito dall’incontro con lo sguardo di qualcun altro.

Nella metropolitana di Barcellona la gente parla. Ci sono anche i viaggiatori solitari immersi nella lettura di quotidiani, libri o riviste. Ma mi è capitato spessissimo vedere coppie di persone, non necessariamente coppie nel senso più stretto, ma probabilmente amici, famigliari, colleghi, o forse anche incontri casuali, che trascorrono il tempo comunicando. Soprattutto nelle lingue locali: non si tratta di turisti, ma di persone che qui abitano, lavorano, vivono.

Nella metropolitana di Barcellona ci sono mamme con bambini, passeggini, pancioni. I bambini sono nella chiassosa uniforme dei bambini: vestiti per giocare, per uscire, per stare all’aria aperta. E si possono accarezzare, si può rivolgere loro la parola senza passare per maniaci o pedofili.

Nella metropolitana di Barcellona le indicazioni sono in tre lingue più spesso che in due. Due locali, più l’inglese.

Nella metropolitana di Barcellona puoi assistere a un tentativo di aggancio, da parte di un giovane turista americano a una bella ragazzina catalana, che sa fino a che punto stare al gioco e poi scende alla stazione giusta, senza bisogno di chiamare i gendarmi per chissà quale violazione della sua privacy. Lasciando l’aitante giovane col dubbio di aver fatto la cosa giusta non seguendola. (Se l’avesse guardata sul marciapiede mentre se ne andava sul treno, si sarebbe pentito della scelta).

Nella metropolitana di Barcellona puoi vedere persone che si alzano per far sedere una donna embarassada, o un signore malfermo sulle gambe.

Peccato che lo spread e la classifica dei G-vari non si misuri sui treni sotterranei. Credo che sarebbe una sorpresa. Temo comunque amara per noi Italiani.

2 commenti

  1. Nella metro di Barcellona, come in quella di Parigi o Londra, puoi vedere il siriano seduto a fianco allo spagnolo, alla signora inglese con tanto di borsettina, al ragazzo tatuato con i piercing, all’africano, al perfetto gentleman inglese, alla ragazzina con la mini che si limona con il ragazzino con la mutanda di fuori, all’indiano con turbante e tutto ciò non è turbante per nessuno.
    Nella metro di Barcellona, come in quella di Parigi o Londra non hai bisogno di tenere sempre la mano sulla cerniera della borsa, il vecchio che ti spinge ha semplicemente perso l’equilibrio e non ti sta mettendo una mano là ma soprattutto quasi tutti (non posso dire tutti) hanno pagato il biglietto.
    Nella metro di Barcellona, come in quella di Parigi o Londra mi sento sicura ad ogni ora del giorno e della notte, se nella carrozza sono sola con un uomo (spesso nero) che mi guarda non mi viene mai da pensare che sia un serial killer.

    Nella metro di Milano la gente puzza e non si lava e, in considerazione dell’ambiente chiuso, ciò non facilita sicuramente la vicinanza nel sovraffollamento (il 90% della giornata).
    Nella metro di Milano non metto piede a partire dalle 19 di sera, se sei sola in carrozza con un uomo (spesso nero) che ti guarda, è quasi sicuramente un serial killer o un potenziale molestatore.

    Nella metro “ROSSA” di Roma, se riesci a salire, non è detto che tu riesca a scendere alla stazione voluta, le mani sono ovunque, anche in posti che non pensavi di avere, la borsa devi guardarla, toccarla e poi non è mai abbastanza, l’odore è nauseabondo.
    Nella metro “BLU” di Roma sei più tranquillo se non superi la stazione “Bologna” in direzione Rebibbia, quello che viene dopo è tutto un programma, non per niente passa da Rebibbia, la metà dei suoi frequentatori dovrebbero scendere lì.
    Nella metro B1 di Roma (nuova linea da poco inaugurata), se hai la fortuna di vederla funzionare, puoi arrivare fino a Conca d’Oro, pochi fortunati sono riusciti a vederla !

    1. Grazie del completamento. Devo dire che nella metropolitana di Barcellona proprio oggi ho sentito annunci che mettevano in guardia dai borseggiatori. Si vede che certe abitudini sono arrivate anche là.
      Io aggiungerei anche che la metropolitana di Barcellona, a differenza di molte altre, anche straniere, ha un livello più che decente di pulizia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

dire, fare, baciare...

pensieri di uno che cerca di essere umano

wwayne

Just another WordPress.com site

Una penna spuntata

Storia e Folklore

Il nuovo mondo di Galatea

Diario ironico dal mitico nordest

Pinocchio non c'è più

Per liberi pensatori e pensatori liberi

AlterEgo

Il blog di AlterEgo - Uno, Nessuno e Centomila

Hic Rhodus

Rivista di argomenti e logica civile

Insegnanti 2.0

Insegnare nell'era digitale

My Little Underground

storie di una gioventù bruciacchiata

Cee's Photo Challenges

Teaching the art of composition for photography.

Etcetera Etcetera Etcetera

... about nothing in particular, because "Candid photography is like a box of chocolates. You never know what you're gonna get". Photography by Lignum Draco, "The Wood Dragon" since 2013.

I am You. We are God.

A Call To Consciousness

Books, Music, Photography, & Movies

My views on the above and some...

redstuffdan

Original Pictures from Nouvelle Aquitaine

scuolafinita

Un insegnante decente (CON IL DOTTOR DI MATTEO)

Standing Ovation, Seated

HELPING PEOPLE UNDERSTAND ART

lyndamichele

Just another WordPress.com site

Pizzuti

Glyptics \ Sculpture

The Syllabub Sea

Where I'm free to be me

Living & Loving Life

A journey into my world...

Pega's photography Blog

La fotografia è una scusa...

strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Picture Perfect Memories for life

Myriad memories frozen in time

Tina Friesen

Seek wisdom leading to life and peace.

being mrscarmichael

a superwoman in my own suburb

Think of nothing

girl, living in the far north, trying to think less and live more.

Travels and Trifles

Expressing Thought Through Photography

The Wish Factor

How did I get here...

L'anticamera del cestino

Raccolta differenziata di esperienze di dubbia utilità

Chronicles of Illusions

When I let go of what I am, I become what I might be. – Lao Tzu

Northwest Frame of Mind

At home in my corner of the world

This, that and the other thing

Looking at life through photography and words

Littlerome's room

Pensieri, parole, opere e omissioni

I did it ... for Johnny

A bit of humor, an occasional deep thought

Nora's Suitcase

You’re in a lovely site ever

Outlook in Life

... and it is ever changing

Herman van Bon Photography

Fine Art Photography, Napier, South Africa.

rpdpod

a torrent of photos/a drip of words

Ancorase

sulla rotta della consapevolezza

EL Appleby: Brain Fragments

out of my tiny mind

retireediary

The Diary of a Retiree

Top 10 of Anything and Everything

Animals, Travel, Casinos, Sports, Gift Ideas, Mental Health and So Much More!

SnappyJaye

A Photo Journey

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: