Parole-chimera


Facendo il verso all’articolo dell’insesauribile Stefano Bartezzaghi su Repubblica.it, ecco alcune delle parole-chimera, come le chiama Bruno Tognolini, dei miei bimbi.

Esti…, dite? Embè, se dei miei bimbi e delle loro parole-chimera non ve ne può fregar di meno, premete qua e beccatevi un altro post a caso. Oggi l’argomento è questo, e non c’è nessun vecchio (a proposito, guardate questo: per me è illuminante) che mi farà cambiare idea.

  • #1, alla scoperta del proprio corpo, si accorse di avere in mezzo alla pancia un “ongolipo”.
  • Sempre #1, intorno ai due anni, per ripararsi dalla pioggia apriva il “bindo”.
  • #2 invece, che prova attrazione per il genere femminile, almeno grammaticalmente, lo dimostra chiedendo alla mamma perché deve andare “alla tua voro” invece che “alla mia silo”. La logica c’è: basta togliere i possessivi, da lui creativamente aggiunti, per rendersene conto.
  • #1 mi ha spiegato ieri che è molto importante lavarsi i capelli, per evitare l’avvento dei temibili “pelucchi” che approfittano della mancanza di igiene per annidarsi e mangiare appunto i capelli.
  • Sempre #1, cui piacciono molto le feste di compleanno, ha una passione quasi inconfessabile e un tantino morbosa per i “cock porn”.
  • #2 stamani mi ha stupito cantando una vecchia hit dello Zecchino d’Oro in cui si narra di tre corsari che “se ne van dai sette nani”, evidentemente stanchi di girovagare “pei sette mari”.
  • #2 ha scoperto gli LP dello Zecchino d’oro (dal 1976 al 1981) a casa della nonna. Per analogia con i “cidìn” che contengono la musica a casa, questi sono i “cidioni” dello Zecchino d’Oro.
  • Il film Disney “Fantasia 2000″ si conclude con una rilettura dell'”Uccello di fuoco” di Stravinski, in cui un personaggio centrale è un maestoso cervo. #1 crede però che, rispetto a “cervo”, “cavallonte” sia sostantivo che meglio descrive la solennità dell’animale.
  • Dopo aver visto (visto, insomma… essersi vagamente accorto dell’esistenza in televisione de) “L’albero azzurro”, #2 ha mentalmente notato anche la pubblicità televisiva di una omonima pubblicazione settimanale per bambini. Poi un giorno in edicola è esploso con un “Mamma! C’è l’albero azzurro settebanane!”.
  • La canzone dei coccodrilli e dell’orangotango è sempre una fonte di sorprese. #2 è convinto che la regina dei rapaci sia l'”aquilare”.
  • Per #1 “areoclamo” era, inizialmente, qualunque macchina volante. Ormai che ha capito che si dice “aeroplano”, il termine è rimasto per indicare, nei giochi, un esemplare di velivolo tra i tanti, quello che si distingue per prestazioni o caratteristiche.
  • #1 aveva un pigiamino su cui compariva un ragazzino a bordo di uno skateboard e dotato di una improponibile cresta bionda. Sintetizzando, era il “pettinaturo”.
  • #2 non ha mai dato nomi o nomignoli ai suoi peluches, fino all’avvento di “Gilessa” (una bambola da curare) e l’orsetto “Max”. Di fronte al nostro incoraggiante stupore, quando ci comunicò quest’ultimo nome, volle però aggiungere che, “no, in realtà si chiama Max il Cristal d’Acida”. Stiamo ancora cercando di capire.
  • Sempre nell’ambito dei casi dubbi, segnalo che in un certo periodo, intorno all’anno e mezzo, #1 amava ripetere “piaz”. Ovviamente suscitando la nostra curiosità. Notammo che la cosa si ripeteva in corrispondenza della riproduzione di una nota canzoncina in cui una balena, all’arrivo del temporale, si rifugia in fondo al mar. Splash. Ma non abbiamo mai avuto conferma.

Ormai stanno diventando sempre meno frequenti, difficilmente ne arriveranno altre. Ma se ne emergeranno altre, probabilmente aggiornerò il post, chissà.

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6 commenti

  1. Ho un altro da aggiungere, #1 che cantava:
    Uno, due, l’asino e il bue,
    bambino nella culla
    la luna e il sol
    chi ha cremato il mondo è stato il Signor.

    1. Vedi, se non ci fossi tu, le cose più divertenti me le dimenticherei! 🙂 Grazie!

  2. Bellissimo descrizione di bambini che,attraverso il loro linguaggio,riescono a rendere interessante ed estremamente piacevole seguirli nella loro crescita.Un abbraccio a tutti.

    1. Grazie Marta!

  3. Ti affido un compito: ieri in mezzo di un nuovo gioco abbiamo discusso a lungo, e non sono riuscita a convincere Au, che “fantasma ” è “il”. Provaci tu! La logica prima di tutto!

    1. Ah io ora devo lottare anche con “il mutande”…

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