A proposito della ridiscesa in campo


Io non so cosa possa spingere un anziano a sottoporsi al ridicolo, alla vergogna in mondovisione.

In ogni caso, vuoi che si tratti di una percezione completamente distorta della realtà, vuoi che sia per disperazione, o per secondi fini talmente impellenti da far perdere ogni senso di dignità, si tratta di motivazioni pericolosissime.

Pericolosissime non soltanto e banalmente per i sacrifici che nell’ultimo anno tutto il Paese è stato chiamato a compiere e che potrebbero essere vanificate. Non soltanto idealmente per la messa in discussione degli ideali che hanno portato al percorso di integrazione europea, ancora ampiamente insoddisfacente ma che comunque ha fatto passi da gigante rispetto alla situazione all’uscita dalla Seconda Guerra Mondiale.

Ricordiamoci a che punto il signore in questione, con la sua dissennata gestione (e, lo ammetto, con una effettiva responsabilità parziale di una opposizione che non ha mai saputo offrire alternative vere), ha mollato il Paese tredici mesi fa.

In discussione c’era l’economia mondiale. Ricordiamolo. Lo scenario peggiore era di una caduta dell’Italia e, a domino, delle principali economie europee. Un disastro di proporzioni inimmaginabili, legato allo scatenarsi di tensioni speculative sul debito sovrano nostro e di altri paesi “deboli”.

Oggi quel signore chiede retoricamente “che c’importa dello spread?”. Ciò che è avvenuto negli ultimi tredici mesi, pur con tutte le sue criticità, è servito a riportare la calma sui mercati internazionali, a mettere i presupposti per non dover pagare interessi sempre maggiori sul debito, per non essere strangolati dalle spese del passato e poter affrontare un futuro non troppo vicino con maggiori speranze. La tempesta non si è dissolta, è solo stata alla larga. Anche il tanto fortemente voluto “scudo anti-spread” non potrà essere usato senza conseguenze, e comunque non è politicamente sostenibile a lungo.

Io credo che a questo punto occorra fare una scelta di azione.

Lasciar perdere per un attimo il popolo di internet. Quello è informato e consapevole, e anche coloro di questi che voteranno per lui, lo faranno comunque ideologicamente: non credo ci sia modo di far loro cambiare idea.

Andare a trovare i nonni, gli zii, gli anziani, tutte quelle categorie che non si informano o si informano tramite i canali del caimano. Rivolgere a loro gli sforzi di comunicazione, di contatto: fare campagna elettorale su di loro.

E sarebbe bello che qualche esponente di centrodestra si smarcasse, mostrasse carattere e una qualche volontà di sacrificio, e magari anche consapevole della sconfitta lo sfidasse, desse l’alternativa di un voto conservatore ma democratico, europeista. Serio.

Temo che la posta in gioco sia troppo alta, a questo punto, perché qualcuno possa chiamarsi fuori.

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