Passeggiate in famiglia


Ecco un primo frutto del pioppo: tra coloro che l’hanno visitato c’è Linda, mamma della zona di San Francisco, che tiene un bellissimo blog: A nature Mom.

Per chi non volesse o potesse andarlo a visitare, traduco qui una parte di uno dei suoi post (che potete trovare integralmente qui). Parla delle passeggiate in mezzo alla natura con bambini piccoli. Che, a mio avviso, sono una delle esperienze più belle e sorprendenti delle vacanze con i pargoli.

Linda dà cinque consigli, quelli che ritiene i più importanti per far sì che la camminata in mezzo alla natura (hiking) diventi un piacere anche per i piccoli. Personalmente ho trovato piuttosto facile convincere i miei della bellezza delle passeggiate all’Alpe di Siusi, l’estate scorsa, ben oltre ogni più ottimistica previsione. So anche che non tutti sono così fortunati. Ecco allora che possono essere utili i cinque consigli di Linda, molto semplici e di buonsenso.

  1. Tienila breve. La prima cosa da fare è abbandonare l’idea che sarai in grado di farti quelle belle camminate a cui eri abituata prima di avere i bambini. I piccoli semplicemente non hanno le energie. Inizia con uscite brevissime (da mezzo chilometro a un km e mezzo) nella natura vicino a casa. Poi gradualmente metti in cantiere passeggiate più lunghe. Il tuo bimbo può avere un sacco di energie all’inizio della camminata, e tu inizierai a pensare: “oh sì, oggi ne facciamo una più lunga!”. Bisogna poi tornare alla macchina e il tuo piccolo potrebbe a un certo punto finire improvvisamente la benzina. Se non la tieni corta, finirai con un bambino che si lamenta e vuole solo essere portato in braccio fino a casa. O, peggio, con un bambino che odia passeggiare. Quindi, assolutamente escluse le marce forzate.
  2. Evita i pendii ripidi. I bambini possono avere una resistenza notevole se il sentiero è relativamente piatto. Ma quando si trovano di fronte una collina, possono trasformarsi velocemente in piccoli mostri piagnucolosi. Se le colline sono inevitabili, a volte è necessario portare in spalla il bimbo, il che diventa sempre più duro via via che questo cresce. Prima che mio figlio compisse quattro anni, tenevo il portabimbo nello zaino o legato addosso in ogni caso, per quei momenti in cui lui si rifiutava di muoversi di un passo. Non vuoi portarlo? Evita le colline finché cresce un po’.
  3. Lascia perdere la destinazione. Dimenticati dei giorni in cui pianificavi le tue passeggiate in funzione della destinazione, come un bel laghetto alpino o quel posto con una vista mozzafiato. Ai piccoli interessa solo il viaggio. Perché un bimbo si innamori del camminare, bisogna dargli il tempo di esplorare lungo il sentiero. Se questo significa raccogliere un bastoncino e giocarci per quindici minuti, amen. Lascia a tuo figlio il tempo di sperimentare le meraviglie della natura. Lascia che salti in quel piccolo ruscello lungo il sentiero; accucciati con lui a guardare le formiche; coricati a guardare gli alberi da sotto; arrampicati sulle rocce; rallenta a guardare il panorama. Camminare con i bambini è questione di pazienza.
  4. Lascia che sia il bambino a guidare. Camminare diventa un gioco quando il bambino può condurre. Cerca di trasformare la passeggiata in un’avventura per il bambino. Chiedi: “che c’è dietro la prossima curva del sentiero?”. Tuo figlio probabilmente dirà: “Non lo so”. E tu? “Andiamo a scoprirlo!”, e corri lungo il sentiero con lui. Se non hai una destinazione in mente (vedi punto 3.) e arrivi a un bivio, lascia che sia lui a scegliere in che direzione andare. I bambini adorano esplorare, e, beh, passeggiare nella natura non vuol dire questo?
  5. Porta un sacco di merende. I bambini bruciano le loro energie molto rapidamente, perciò il combustibile è una componente critica per uscite riuscite con loro. Preparare un pranzo pic-nic è divertente, ma è ancora più importante portare delle merende veloci da consumare lungo il sentiero.  Quando il mio ometto diventa noioso, vuol dire di solito che sta finendo le energie. E’ impressionante la rapidità con cui si rianima dopo un boccone veloce. E sempre, sempre, sempre ricordati di portare tanta acqua.

Rispetto ai consigli di Linda qui sopra, per esperienza posso dire che non è così indispensabile evitare i dislivelli (altrimenti addio alle nostre belle montagne!). Basta scegliere bene i sentieri, che consentano ai bambini di muoversi e correre senza pericoli; sentieri che abbiano ogni tanto una sosta attrezzata, come un rifugio o una malga, o, magari, un piccolo parco giochi.

Un altro consiglio che aggiungo volentieri, e che secondo me vale come primo in assoluto: meglio in due che da soli. La stessa passeggiata diventa per un bambino un’esperienza molto più importante, bella, divertente se è condivisa con almeno un coetaneo.

E, visto che ci siamo, che consigli dareste voi?

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