Il nuovo look


In quasi tre anni di dottorato ho avuto la fortuna di viaggiare in Spagna e in Germania. Gli alberghi che ho frequentato sono alberghi frequentati da persone di diverso tipo, in viaggio per piacere o per lavoro. Una cosa che li accomuna è che sono ospitati in edifici d’epoca, ristrutturati recentemente.

Ristrutturati recentemente significa più o meno ovunque la stessa cosa: controsoffitti, contropavimenti, contropareti, rivestimenti lisci, lindi, impeccabili a coprire gli acciacchi legati all’età dello stabile, a nascondere i nuovi cavi, le nuove condutture, a presentare il nuovo look senza andare in profondità nel rinnovamento.

Probabilmente è inevitabile, ogni altro corso d’azione costerebbe troppo o lascerebbe in vista ciò che effettivamente è meglio, per motivi pratici o estetici, tenere lontano dagli sguardi. Senza contare che, quando si vuole, è molto più facile cambiare tutto, buttare via i rivestimenti e farne dei nuovi, con un nuovo aspetto, senza davvero toccare la struttura sottostante.

Mi sembra una cifra del nostro tempo. Una tappezzeria di rispettabilità, camaleontica, che si appoggia solo sulla struttura portante, con leggerezza, senza davvero interagire con essa, lasciandola bella, o più probabilmente e spesso brutta e spoglia, ma nascosta, per giustificare quella stella in più che sul mercato fa la differenza.

Oggi ho invece visitato la Masia de la Torribera, che l’Universitat de Barcelona ha restaurato come edificio principale del Campus de l’Alimentació, con uffici, aule, servizi agli studenti. Qui si vede l’orgoglio della valorizzazione di un palazzo storico, nulla è nascosto, e le sovrapposizioni rispettano sia lo stile antico che la funzionalità del moderno.

Sicuramente la differenza tra questi due tipi di intervento di riqualificazione sta nell’entità dell’investimento in denaro, progettualità, ricerca, tempo. Ma anche nella consapevolezza del valore di ciò che sta sotto, della sua importanza, della sua storia e identità.

Se applichiamo queste categorie agli edifici, probabilmente possiamo distinguere tra edifici commerciali ed edifici culturali, ma non necessariamente.

Se però pensiamo agli umani, forse troviamo il discrimine tra l’azzimato cialtrone e la persona di valore.

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