Perché LaTeX


\LaTeX è un sistema di scrittura tipografica a computer piuttosto complicato. Si usa generalmente per scrivere testi che siano all’incirca impeccabili dal punto di vista dell’aspetto (sui contenuti, ovviamente, ancora non siamo in grado di affidare giudizi di impeccabilità a una serie di pacchetti software).

Richiede che si scriva il testo in un formato semplice, preoccupandosi non della formattazione ma della strutturazione. Cioè, chi se ne frega, almeno all’inizio, del font, del corpo, delle grazie, del colore e altre amenità: chiediti invece che roba vuoi scrivere? un libro? un articolo? una lettera? e come la vuoi suddividere? paragrafi? capitoli? sottocapitoli? Ecco questi elementi strutturali vanno inclusi in un file .tex, intorno al testo che si vuole scrivere.

Quindi, prima di tutto, attenzione al contenuto e alla sua strutturazione logica, senza farsi distrarre dagli aspetti grafici.

Poi viene il resto. E’ necessario un compilatore (ce ne sono diverse versioni che girano sui principali sistemi operativi, magnificamente su quelli Linux), è necessaria una libreria di pacchetti aggiuntivi che permettono di fare col testo un po’ quel che si vuole. C’è il pacchetto che applica un carattere particolare, c’è quello che permette di costruire automaticamente l’indice analitico o l’elenco delle figure, c’è quello che ti permette di cambiare i margini della pagina, quello che sistema automaticamente la sillabazione nella lingua che vuoi. Ce n’è per tutti i gusti, e tutti i pacchetti sono ampiamente documentati, reperibili gratuitamente su internet, spesso con gruppi di discussione che trovano soluzioni ai problemi che possono sorgere (nella mia esperienza, qualsiasi problema mi sia capitato è già stato affrontato e risolto in modo soddisfacente).

Il punto forte sono le equazioni, la scrittura matematica:

\oint\mathbf{B}\cdot d\mathbf{s}=\mu_{0}\varepsilon_{0}\frac{d\Phi_{E}}{d\mathrm{t}}+\mu_{0}i

ad esempio. Ma anche i riferimenti, la bibliografia, la formattazione, il posizionamento delle figure: tutto viene gestito in modo automatico, basta scegliere il formato e alcune opzioni di base e il risultato è incredibilmente lontano dai pasticci di un file Word, in cui o si definisce uno stile, e ci si ricorda di applicarlo a tutti quanti i testi che si vogliono con quello stile, oppure bisogna passare uno per uno tutti i titoli, ad esempio, e formattarli allo stesso modo, in cui bisogna assicurarsi di inserire le figure per ultime, altrimenti, cambiando il testo chissà dove finiscono, e per riferimenti e cose simili, se non hai fatto un corso avanzato li fai a mano (con la comparsa di numerazioni fantasiose come il binario per Hogwarts).

I vantaggi sono:

  • l’attenzione al contenuto prima che alla forma
  • la coerenza della forma
  • il file .tex è un file di testo, occupa pochissima memoria di massa e può essere modificato su qualunque computer con un editor di base (blocco note? blocco note!)
  • per questo è semplicissimo lavorare in modo cooperativo con persone che tutte usano \LaTeX: basta passarsi il file sorgente, tipicamente di dimensioni modeste
  • la resa grafica è di qualità tipografica, con finezze come le legature, diverse spaziature, un controllo pressoché totale (anche se non immediato) della geometria della pagina, una gamma amplissima di simboli matematici e tecnici
  • l’output può avere diversi tipi di destinazioni e formati, ad esempio direttamente in pdf, con o senza link attivi, pdf/a o pdf/x, bozza o finale…
  • spezzando il testo in file contenuti, in cui va il testo, e in file contenitori, che contengono le formattazioni e includono i file contenuti, si possono facilmente avere documenti diversi per formato che usano del tutto o in parte gli stessi testi (esempio: contenitore1 con formattazione completa tipo “libro”, che include tutti i files capitolo1, capitolo2, indici, bibliografia, eccetera; contenitore2 con formattazione “bozza” e che include solo il capitolo 2 e la lista degli acronimi; modificando il solo contenuto del capitolo2, i due prodotti finali saranno automaticamente compilati con le modifiche); questo in realtà è possibile farlo anche con altri software, come MSWord, ma la mia impressione è che siano pochini quelli che possono dire di saperlo fare…
  • è totalmente gratuito, open source, e conta su una comunità di sviluppo e di utilizzo che dal 1985 ha seguito il progetto, lo ha ampliato e supportato

Gli svantaggi, invece, mi sembrano:

  • è necessaria un po’ di fatica iniziale per imparare gli elementi fondamentali di quello che è, a tutti gli effetti, un semplice linguaggio di formattazione markup
  • è necessario avere un compilatore installato per tradurre i file di input in un output stampabile o visualizzabile a schermo
  • è macchinoso condividere testi con persone che usano altri sistemi (anche se non impossibile: basta usare una utilità che compila, non perfettamente in verità, in .rtf e si può poi lavorare insieme sul rich text fino alla versione finale)

Bene, suppongo sia solo una fissazione da vecchietto affezionato a gioiellini un po’ démodé. Eppure, avendo scritto documenti in tutti i modi, avendo imparato a usare \LaTeX in età relativamente avanzata, non essendo più riuscito a smettere e a trovare soluzioni migliori, mi tengo volentieri la mia fissazione. E se qualcuno si incuriosisce… tanto meglio, no?

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4 commenti

  1. Ho scritto la mia tesi di laurea su Buzzati con latex. Era bellissima, ma ho dovuto chiedere aiuto a un mio amico che parla il codice binario per finirla. Bello bellissimo l’effetto finale, ma che fatica! Ti lascio con questo meme eloquente: http://i.qkme.me/3r7l5i.jpg ciao!

    1. Eh sì, lo ammetto, è un po’ una fatica, ma è una fatica utile (certo, ci vuole tempo! 🙂 ) perché si impara la logica del funzionamento. Io la mia tesi di laurea invece l’ho scritta con Word e ho fatto molta fatica inutile, nel senso che la versione che ho stampato andava bene per pura fortuna, non ho idea del perché e non ho ancora capito perché poi tutte le volte che ho aperto lo stesso file, successivamente, l’impaginazione era sballata, le figure andavano dove ne avevano voglia loro, e via dicendo… Bello il meme. E’ la stessa critica che si fa a Linux, ad esempio: adatto a chi ha tempo da perdere. D’altra parte, anche la lavatrice, se non ti prendi la briga di leggere il libretto di istruzioni, o lavi solo mutande, o rischi di rovinare parecchi carichi prima di capirci qualcosa, no?

      1. Giustissimo. Però forse servirebbe un po’ di semplificazione…il risultato è indubbiamente migliore, ma per chi, come me, probabilmente lo userà soltanto per la tesi, forse è un po’ di fatica sprecata. La lavatrice la uso almeno una volta a settimana, Latex? Certo è giusto parlarne, così magari diventerà abbastanza popolare che alcuni sviluppatori lo semplificheranno un pochino…:)

      2. Speriamo… 🙂

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