Civado


Oggi un post PD: mi dispiace, a chi non è interessato prometto presto un post più interessante.

Mi hanno insegnato che non si critica se prima non si prova a far di meglio.

Così, dopo la delusione dopo le primarie di dicembre scorso, ho vinto la tentazione di lasciar perdere un’appartenenza sempre più in dubbio al PD e ho accolto l’invito di una persona che stimo a mettermi in gioco nel circolo PD del mio paese.

Domenica ci sono le primarie per il Segretario del PD.

Io andrò a votare.

Non sono d’accordissimo sul fatto che possa votare chiunque, iscritto e no, ma questa volta va così, e sicuramente meglio così che non votare per nulla.

Tra i tre candidati?

Renzi: ah, Renzi. Da una parte meglio Renzi che il vecchio PD. Ma basta guardare chi è salito sul carro di Renzi per capire che le cose non sono così semplici. L’anno scorso al primo turno avevo votato Laura Puppato. Al ballottaggio stavo per votare Bersani, quando la passione di alcuni giovani che si riconoscevano in Renzi mi ha fatto dirottare la matita in cabina elettorale, letteralmente. Ma con un senso di scetticismo di fondo che non sapevo definire. Ci sono riuscito qualche tempo fa, vedendo un filmato in cui il sindaco di Firenze gioca a calcio. Ma più che giocare a calcio, stuzzica a destra, dà un calcetto a sinistra, fa il furbino di qua e di là. Esattamente quel che ha fatto da dicembre a oggi. Ecco, ho capito: è forse una questione epidermica, ma non mi fido. Non mi fido dei suoi slogan banalotti e improntati a uno stile comunicativo che mi dava l’orticaria quando veniva dall’altra parte e non può piacermi ora. Non mi fido delle sue ricette leopolde, come quelle del giovane imprenditore manager italiano in Inghilterra che sembrano uscite da una caricatura buonista di un liberismo ormai ridicolmente passato.

Di Cuperlo mi fido. E’ di alcuni di coloro che rappresenta che non mi fido. Anzi, sono loro, credo, i prossimi a doversene andare, con la loro quota di meriti e di demeriti di vent’anni di fallimenti della politica italiana.

Anche Civati usa slogan, ma trovo siano slogan che fanno riflettere, che vanno contro l’ovvio, l’intuitivo, come quando mettono il merito, questo grande mito dei nostri giorni, in subordine all’uguaglianza. O il lapalissiano “le cose si cambiano cambiandole”, che nella sua attualità mi pare la cifra di un partito incapace di rinnovarsi. Anche Civati è giovane, rappresenta il cambiamento, è l’unico che abbia portato avanti con coerenza le proprie idee ma anche con consapevolezza democratica all’interno di un partito che su certe questioni deve essere unito. Lo seguo da tempo, il suo blog, che volentieri linko perché mai vi ho trovato contenuti meno che meditati, utili alla discussione, vicini alla mia sensibilità.

Ecco, allora, indipendentemente dalle speranze di vittoria, anzi, anche proprio per darle a chi è partito con un grave handicap, quello di non avere “santi in paradiso” sui media, domenica Civado a votare, a votare Civati.

E invito anche te a farlo. Almeno a votare.

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5 commenti

  1. Anche io penso che voterò lui, anche dopo aver letto il suo programma, dove ci sono un paio di cose che non mi sono chiarissime o su cui non sono d’accordo.
    Per prima cosa la sua passione per Prodi che, aldilà della storia dei 101, non mi spiego. A me non ha mai dato idea di energia o altro, una figura abbastanza grigia…ma chissà.
    Secondo: un po’ di riserve nel fatto di dire “cose di sinistra” a differenza degli altri due candidati che invece userebbero espressioni più timide. Sarò molto più contento se si rivelerà una persona capace di dialogare con tutte le aree della società (non della politica) e non solo con il bacino di votanti “di sinistra”, che come dice lui, votano Sel o il M5S. Quando si tratterà di mettere le cose in chiaro anche con il bel marcio che c’è nei sindacati, nella magistratura, nell’università, nelle cooperative e in tutti quei posti tradizionalmente per un motivo o per l’altro “di sinistra”, sarò contentissimo.
    Mi sembra una persona onesta. Il suo atteggiamento coerente negli ultimi tempi lo ha confermato e spero che conserverà questa preziosa caratteristica. Ma per cambiare abbiamo bisogno di qualcuno e per qualcuno intendo una squadra bella grossa di persone oneste e soprattutto competenti che diano una svolta, prima a un partito, poi a un paese. Per lui, come per tutti i candidati facciamo una prova di fede. Non li conosciamo veramente, non abbiamo letto a fondo i programmi, non conosciamo chi hanno a fianco e attorno. Speriamo. Sento davvero tanta gente che dice che andrà a votarlo e anche io farò così. Speriamo veramente 🙂

  2. Dopo il tradimento dei 101 avevo deciso che non avrei votato mai più PD. Perché in occasione dell’elezione di Napolitano il partito ha buttato la maschera. Mi hanno fatto vergognare di tutti i voti che ho dato al PD in vita mia, praticamente tutti quelli possibili. Fino a ieri ero saldissimo in questo mio proposito. Però, adesso che le primarie sono imminenti, inizio a vacillare. Un po’ perché ho sempre pensato che l’astensionismo non risolve i problemi (ma a un certo punto c’è anche un limite a tutto, se nessuno mi rappresenta l’unico modo per farmi sentire è l’astensione o la scheda bianca), un po’ perché quei tre hanno delle belle facce. Diciamo due, quella di Renzi non convince neanche me.
    Nonostante ciò, nel caso decidessi di votare, sarei molto indeciso fra Civati e Renzi. Perché la situazione secondo me è più o meno questa: Cuperlo è un volto “nuovo” ma fra i tre è quello che rappresenta di più la continuità con la vecchia dirigenza (e poi è il pupillo di D’Alema, per carità!); Civati è quello più genuino e con le idee migliori, quello da votare; Renzi è la carta vincente, con lui si vince, forse anche di parecchio, cosa mai scontata quando si tratta del PD. Ogni tanto sarebbe bello vincere.
    Comunque, certo è che gli elettori del PD hanno una pazienza infinita.
    Ciao e buone primarie.

  3. P.S. Bisogna vedere se il partito regge ad un’eventuale vittoria di Renzi o Civati.

  4. Infatti, e, nonostante tutto, io credo che sia la vittoria di Renzi che quella di Cuperlo presentino dei rischi-scissione. Quella di Civati non so.
    In ogni caso, bisogna anche ricordare che si tratta delle primarie per il segretario, non per il candidato premier. Se così non fosse, in effetti qualche dubbio sul “voto utile” verrebbe anche a me. Ma così, voglio solo che il nuovo segretario sia qualcuno di cui fidarmi e abbia una squadra capace e onesta. E qui mi rimane, purtroppo, un solo nome.

    1. Non ce lo vedo Renzi che si candida a segretario per poi lasciar fare a un altro il candidato premier. Secondo me alla fine vince Renzi e dal primo giorno a capo della segreteria inizierà a lavorare per far cadere Letta perché più tempo passa dalla sua elezione a segretario alle prossime politiche più la sua immagine rischia di invecchiare e di perdere appeal. Il suo momento è ora. A quel punto il partito si spaccherà.
      Ad ogni modo mi sa che ne vedremo delle belle.

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