Ringraziamenti e consigli


Oggi è una giornata senza occhiali. Non so perché, ma mi ballano sul naso e quindi mi terrò, per queste ventiquattr’ore la mia lieve miopia e cercherò di guardare le cose vicine lasciando perdere quelle sfocate un po’ più in là.

Le cose vicine, anche metaforicamente, vicine al cuore.

Caterina ha aperto un Flou. Credo sia un unicum, e non nel senso del superalcolico. Un Flou che è un piacere leggere, perché Caterina con le parole, a mio modesto avviso, ci sa fare. Ce l’ho sotto il naso, il suo Flou, in questo momento, e non è per nulla annebbiato, quindi ve lo consiglio cordialmente.

Rita, invece, ha scritto un libro che mette insieme due aspetti che mi incuriosiscono molto: la costruzione del genere e l’educazione spirituale e religiosa. Il libro non l’ho ancora letto, perché come spesso mi capita continuo a ripromettermi di fare qualcosa di complicato (andare in centro nella libreria che lo vende) e pertanto non faccio la cosa semplice (comprarlo online). Sicuramente avrò modo di parlarne in questo spazio non appena ne sarò entrato in possesso. Comunque ne ho letto le pagine finali (no, non è un romanzo criminale e non sono andato a vedere chi è l’assassino) e mi par di capire dai ringraziamenti che nel suo testo siano finiti anche alcuni miei frammenti (sì, Rita, ora mi sento un po’ Saffo, come dici tu; Eraclito, direi io, se non mi venisse da ridere) o una loro rilettura. Si può ringraziare dei ringraziamenti? Dell’attenzione sì. E allora, in attesa di fare la cosa difficile, o di decidermi per quella più facile (anche se forse ho trovato l’alternativa inviando mia mamma a comprarmelo e ottenere, in seconda battuta, la doverosa dedica dell’autrice), vi segnalo il libro:

Rita Torti, “Mamma, perché Dio è maschio?”, editrice Effata; disponibile in città presso la libreria di via al Duomo oppure su internet a questo link.

Infine, posto qui la traduzione della sezione dei ringraziamenti della mia tesi di dottorato, ormai consegnata e in attesa di essere discussa. Non so se la stamperò (probabilmente sì, ma solo per tenerla io, credo). I ringraziamenti, insieme al resto dei contenuti della tesi, saranno comunque visibili a chi per motivi professionali cercherà online. Però riguardano anche persone che hanno poco a che fare con le proteine, la biofisica et similia, e per questo ci tengo che ne rimanga una traccia anche altrove.

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Esprimo la mia riconoscenza nei confronti dell’Instituto de Astrofísica de Canarias (IAC), del Barcelona Supercomputer Center (BSC) e del Centre de Serveis Científics i Acadèmics de Catalunya (CESCA) per aver fornito le risorse computazionali necessarie per i presenti studi.

Questa ricerca è stata finanziata in parte da:
– Progetto azioni integrate Italia-Spagna 2009 (MIUR/Ministerio de Educación y Ciencia): “Migrazione di ligandi attraverso le cavità idrofobiche di emoglobine non simbiotiche di Arabidopsis thaliana”;
– Programma Vigoni 2009 (MIUR/Ateneo Italo-Tedesco/DAAD): “Mechanism of the Release of Nitric Oxide from the Cell Surface Binding Ferriheme Protein Nitrophorin 7”.

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Durante i tre anni passati ho avuto moltissime ragioni di essere grato, e tante persone da ringraziare. Ora che questo affascinante e appassionante periodo di ricerca è finito e io torno al mio lavoro di insegnante, posso solo menzionare alcune delle persone eccezionali che ho avuto l’opportunità di incontrare e di cui essere collaboratore. La mia gratitudine nei loro confronti eccede i confini del professionale e dovrà perciò rimanere su questa pagina in larga parte inespresso; questo vale in particolare nei confronti di colui che guida il gruppo a cui ho avuto l’onore di appartenere, e dei miei tutor.

Tra le tante cose per cui posso ringraziare la Dott.ssa .Stefania Abbruzzetti ricorderò qui solo la sua fiducia, talvolta sorprendente, sempre motivante e incoraggiante, nel mio lavoro, e il suo impegno nel promuoverlo.

I miei ringraziamenti di cuore vanno al prof. F. Javier Luque, ospite davvero accogliente a Barcellona, per tutto ciò che ho imparato da lui, come mentore ma anche come esempio di cura, dedizione e sostegno costanti, anche quando si è trattato di un dottorando inesperto e presente solo per sporadiche visite dall’estero. Poter lavorare con lui e il suo grande gruppo è stato davvero un privilegio.

Molti ringraziamenti al Dott. Axel Bidon-Chanal (Universitat de Barcelona): la sua dettagliata conoscenza degli aspetti tecnici del lavoro computazionale, il suo sguardo acuto e profondo circa gli argomenti della mia tesi mi sono stati di grande aiuto in diverse occasioni.

La mia gratitudine vola anche in Germania, al dott. Markus Knipp (Max Planck Institut für chemische Energiekonversion, Mülheim an der Ruhr), il cui interesse e la cui esperienza nel campo delle Nitroforine, e in particolare in NP7 sono stati cruciali in molti casi; e alla prof.ssa Henrike Heise (Heinrich-Heine Universität Düsseldorf e Forschungszentrum Jülich) per la sua pazienza e chiarezza nel fornire e spiegare i segnali NMR lasciati dalla nostra proteina.

Sono grato anche alla dott.ssa Francesca Spyrakis (ora Università di Modena e Reggio Emilia) che mi ha introdotto nell’affascinante mondo della Molecular Dynamics, per tutto il supporto e le informazioni che mi ha trasmesso, ivi compresa, come materiale extra, la sua ammirazione per il gruppo di Barcellona.

Molti ringraziamenti anche al Dott. Stefano Bruno (Dipartimento di Farmacia, Università di Parma) per essersi accollato i problemi di laboratorio offerti dalla preparazione della nostra riluttante NP7, sperando in future occasioni di discutere di nuovo dei trucchi del mestiere o di viaggi davanti a una weizen.

Il prof. Giulio Cerullo e in particolare il dott. Giancarlo Soavi (Politecnico di Milano) hanno offerto un importante aiuto e la completa disponibilità che hanno dato per le misure di cinetica ultraveloce è stata molto apprezzata.

Grazie anche alla dott.ssa Ana Oliveira per alcune stimolanti discussioni, al dott. Juan Pablo Bustamante per avermi insegnato alcuni dei suoi trucchi per l’ILS; molte grazie anche alla dott.ssa Carmen Mandalari, perché camminare su linee parallele forse significa che i cammini non si incrociano mai, ma anche che puoi sempre contare su qualcuno vicino per uno scambio di idee, un’opinione, un consiglio o anche solo un caffè.

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Durante questi tre anni due membri della mia famiglia mi hanno lasciato. La prof.ssa Giancarla Allegri è stata la persona che per prima mi ha permesso di entrare in un laboratorio quando ero un bambino di quattro o cinque anni, mi ha fatto guardare dentro un microscopio, mi ha mostrato vetrini e colture, mi ha fatto conoscere i pulcini. Sul viso di mia zia ho visto per la prima volta l’amore per la scienza, la passione per la ricerca, il rispetto per le istituzioni universitarie.

Tra le memorie che ho della seconda persona, ce n’è una sbiadita e distante di lui che appoggia libri sul tavolo della sala, alla sera tardi, in modo da poter studiare per la laurea nel momento di quiete della sua giornata, dopo il lavoro, e dopo aver augurato a me, il suo primogenito, la buonanotte. Ha potuto vedere solo l’inizio del mio dottorato, ma il suo esempio mi ha guidato nonostante la sua partenza.

Voglio menzionare entrambi alla fine di questo lavoro, perché la loro isporazione mi ha aiutato a portarlo a termine.

Sento di avere nei confronti della mia collega prof. Raffaella Dall’Aglio un debito di gratitudine, poiché è stata lei a suggerirmi per prima la possibilità di ottenere un congedo per dottorato, e mi ha incoraggiato a perseguirla. Allo stesso tempo vorrei anche esprimere il mio rammarico per le modifiche restrittive che nel frattempo sono state apportate alla normativa che consente tale congedo: sono assolutamente certo che le abilità professionali, i metodi, la credibilità e l’autorevolezza di un insegnante hanno molto da guadagnare da un periodo di tempo dedicato allo studio e alla ricercaa.

Grazie all’aiuto di mia madre, in termini di interessamento e di logistica, alcune cose improbabili sono diventate possibili (tra cui vorrei citare le mie visite in Spagna e Germania), e molte difficili più facili.

Infine, il mio grazie di tutto cuore a Hilary, mia moglie e compagna: il suo sostegno amorevole, costante e concreto a un progetto che abbiamo condiviso fin dal suo inizio non mi ha solo reso possibile arrivare fino a queste ultime parole, ma lo ha anche trasformato e confezionato come un dono alla nostra famiglia.

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