Letture primaverili 2014 (1)


L’ultimo post della serie “letture stagionali” è stato, se non ricordo male, questo. Non è proprio che abbia saltato tutto l’inverno. Diciamo che dovendo scrivere la tesi, il grosso è andato in articoli scientifici e robe varie di cui non tengo particolarmente a darvi conto.

Ma insomma, nemmeno di questi di cui parlo qui ho effettivamente molto di cui essere contento.

La ragazza di fuoco e Il canto della rivolta, di Suzanne Collins. Li metto insieme perché si tratta del secondo e del terzo capitolo della trilogia di Hunger Games. Il primo me lo sono perso in libro, ma ho visto il film, che non mi è dispiaciuto. Trama abbastanza avvincente, anche se ci sono diverse incoerenze. Mi pare vincente l’intuizione, presentata nella prima parte, dei giochi in cui i tributi umani di ogni distretto si combattono all’ultimo uomo (o donna, in realtà). Il secondo e il terzo libro mi sembrano meno originali, molto centrati sull’incapacità da parte della protagonista di scegliere tra due uomini che solo nell’ultima parte mostrano qualche segno di evoluzione, mentre la trama sviluppa sostanzialmente due variazioni sul tema degli Hunger Games del primo. Il finale presenta il classico, prevedibile, colpo di scena. In definitiva sono contento di averli letti in quanto sono tra i romanzi preferiti dei miei alunni. Per il resto…

L’anello di Caronte, di Roger McBride Allen. Questo invece è il primo capitolo di una ancora incompleta trilogia della “Caccia alla Terra”. Fantascienza. Non so perché mi ostini a impormi la fantascienza. Comunque, questo l’avrei riposto dopo venti pagine ma l’ilarità che mi causava leggerne qualche pagina al giorno ha avuto la meglio, e sono riuscito, non senza saltarne ampi stralci, ad arrivare, tra ampie risate, alla fine. Basta così: se qualcuno conosce l’autore, gli dica di non andare avanti nella trilogia solo per me, grazie.

Quattro gocce d’acqua piovana, di Piero Colaprico e Pietro Valpreda. Questo no, dai, questo lo consiglio. Un bel giallo italiano in retrospettiva, con Pietro Binda che riapre un vecchio caso e alcune ferite personali che l’avevano accompagnato. Sobrio con una certa eleganza, piacevole, anche se dolente a tratti.

Ora sto leggendo un tomo notevole, che mi sta avvincendo, ma i tempi che riesco a dedicare alla lettura non sono amplissimi. Quindi spero, ma non sono certo, di riuscire a produrre un altro post primaverile. Pazienza… se non primavera, sarà estate.

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Un commento

  1. […] i tre non troppo convincenti del post scorso, uno solo questa volta, ma di cui sono molto […]

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