Scuole accessibili


Quando abbiamo iniziato a stendere il programma elettorale di Fornovo Insieme, la mia attenzione si è focalizzata subito sulle problematiche relative alla scuola. Parlando anche con amministratori attuali e del passato, alcune idee di fondo mi sono sembrate oggi irrinunciabili.

La scuola in senso lato, a partire dal nido d’infanzia fino alla scuola secondaria, è esperienza fondamentale, la più importante e determinante che la comunità, a partire da quella locale fino al livello internazionale, offre e richiede sia offerta a tutti, bambini e bambine, ragazze e ragazzi.

Il problema dell’accesso al sistema scolastico è un problema di equità sociale, di discriminazione, di pari opportunità; si colloca nel piano dei diritti e in quello dei doveri.

Il problema dell’accesso al sistema scolastico riguarda prima di tutto quella che, strettamente parlando, non è considerata “scuola dell’obbligo”, e quindi non è adeguatamente tutelata a livello normativo: il nido d’infanzia e la scuola dell’infanzia. Non è “dell’obbligo”, ma è da una parte un’esperienza molto importante per i bambini, per la loro prima socializzazione, per l’acquisizione di abilità di gioco, di apprendimento, di comunicazione; e dall’altra spesso è “dell’obbligo” per le famiglie per cui la cura dei bambini risulta sempre più difficilmente compatibile con le esigenze di un mercato del lavoro in stallo e in difetto di flessibilità per i genitori meno protetti. In quest’ottica, occuparsi dell’accesso al sistema scolastico significa adoperarsi per la riduzione delle liste d’attesa, prendendo in considerazione tutte le risorse del territorio, statali e parificate, ma anche studiare forme di tariffazione e di riscossione che siano eque, sostenibili, flessibili e frequenti, perché mandare i figli a scuola non sia un onere insostenibile.

Il problema dell’accesso al sistema scolastico riguarda anche la scuola primaria, laddove le risorse destinate a formulazioni estese di tempo-scuola sono insufficienti a coprire le richieste. Occuparsi dell’accesso al sistema scolastico può significare, in questo caso, studiare modalità di integrazione del tempo-scuola offerto dalle scuole del territorio per mezzo di servizi aggiuntivi che siano però armonizzate e in continuità con l’attività scolastica strettamente intesa.

Il problema dell’accesso al sistema scolastico colpisce anche la scuola secondaria, in particolar modo nella forma della dispersione scolastica. Occuparsene significa studiare insieme alle scuole strategie comuni per fare in modo che nessuno dei ragazzi si perda per strada. Anche se questo, apparentemente, è un problema tipicamente scolastico, la sua rilevanza per il territorio è notevole: ogni ragazzo che abbandona il proprio percorso scolastico non fa solo male a se stesso, ma impoverisce la comunità, e contribuisce all’acuirsi di un (probabilmente già presente) disagio personale e sociale  che la collettività dovrà poi affrontare. E’ allora importante che tutti gli attori istituzionali possano confrontarsi e lavorare insieme in unità d’intenti.

Il problema dell’accesso al sistema scolastico attraversa tutti i livelli di scuola per quanto concerne l’integrazione delle diversità, in modo particolare delle diverse abilità e delle diversità culturali, etniche, di provenienza. E’ compito della comunità e della sua amministrazione fornire un supporto alla scuola, al suo personale, in tutte le modalità che possono essere studiate e condivise, affinché da una parte nessuno sia escluso o discriminato in qualunque fase del percorso scolastico, ma tutti siano messi in condizione di affrontarlo al meglio, e dall’altra che la ricchezza che la vita scolastica acquista nel momento in cui è in grado di accogliere il diverso in tutte le sue forme, non sia pagata nemmeno con la sola percezione di un impoverimento qualitativo del percorso scolastico stesso.

In alcuni casi occuparsi dell’accessibilità delle scuole significa anche occuparsi di edifici o mezzi di trasporto. Ma il tema è quello dell’accesso, non dell’edilizia o dei servizi: al centro c’è la persona, non le strutture. Solo ricordando qual è il fine, consentire a tutti i nostri bambini e ragazzi di vivere un’esperienza scolastica piena, significativa e di qualità, si può mettere in opera la creatività per trovare soluzioni diverse, i mezzi per raggiungere il fine. Confondere fini e mezzi, in questo come probabilmente in tanti altri campi, significa rischiare di sbagliare mira, proporre progetti fuori bersaglio e dimenticare i dettagli che fanno, spesso, la differenza.

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